Ansia e i suoi disturbi
Ansia normale e patologica
Il disturbo di panico
Il disturbo d'ansia generalizzato
La fobia sociale
Le fobie specifiche
Il disturbo post traumatico da stress
I farmaci ansiolitici
Trattamenti non farmacologici
Disturbi d'ansia in età evolutiva
Per saperne di più...
Cosa possono fare i familiari?
Testi consigliati
Link a siti informativi
Domande frequenti (F.A.Q.)
CHI SIAMO
LETTERATURA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE
STUDI SCIENTIFICI
DAL TEAM
INFORMAZIONI
CONTATTO
Pazienti/Familiari > Ansia e i suoi disturbi > Il disturbo di panico
COME REAGIRE DURANTE UN ATTACCO DI PANICO Versione stampabile
Il fenomeno centrale per chi soffre del disturbo di panico è rappresentato dalla comparsa di ripetuti attacchi di panico che possono colpire l’individuo sia in maniera inattesa, i cosiddetti attacchi di panico spontanei, che prevedibile quando questi affronti situazioni che teme perchè ritiene a maggior rischio di panico. Se è verissimo che gli attacchi generalmente durano pochi minuti e scompaiono senza lasciar traccia, in taluni casi possono durare anche per decine di minuti o lasciare strascichi nelle ore successive alla comparsa dello stesso. E’ quindi molto importante imparare a gestire l’attacco quando questo di manifesti. Proviamo a fornire alcune indicazioni che aiutino a gestire l’attacco correttamente:

1. Innanzitutto se e’ verissimo che gli attacchi “investono” il soggetto e sono difficili, soprattutto quelli inattesi, da prevenire, è altrettanto vero che la reazione del soggetto colpito e’ determinante nel condizionare l’intensità e la durata dell’attacco. Anche se l’attacco di panico e’ un falso allarme tenderà a far scattare le contromisure fisiche e mentali dell’individuo come esistesse davvero un pericolo. Quindi se il corpo riceverà il segnale di un rischio di soffocamento, ovviamente reagirà tentando di aumentare l’apporto di aria, inducendo quindi una iperventilazione, cioè una respirazione frequente e superficiale. Essendo un “falso” allarme questa reazione non soltanto sarà inutile ma inneschera’ delle reazioni fisiche, la cosiddetta alcalosi respiratoria, capaci di produrre delle sensazioni fisiche spiacevoli quali tremori, formicolii, sensazione di sbandamento e tachicardia. Queste sensazioni fisiche spiacevoli aumenteranno la paura del soggetto colpito dall’attacco che tenderà quindi ad iperventilare di più alimentando un circolo vizioso capace di potenziare l’attacco. Quindi uno degli elementi chiave nella gestione dell’attacco di panico e’ il blocco della risposta del nostro organismo a questo allarme ingiustificato: per evitare l’intensificarsi ed i protrarsi dell’attacco bisognerà dunque evitare di sviluppare l’alcalosi respiratoria. Per far ciò subito dopo che è scattato l’attacco possiamo: (a) Controllare la respirazione, respirando in maniera lenta e profonda (per esempio immaginando un metronomo o un pendolo); (b) Respirare in un sacchetto di carta, manovra che permetterà di evitare l’alcalosi respiratoria (e le sue conseguenze), anche in presenza di una respirazione frequente e superficiale perche’ vi indurrà a respirare la vostra stessa aria.


2. Una seconda raccomandazione è quella di evitare di assumente tranquillanti benzodiazepinici nella fase iniziale dell’attacco: questi farmaci ansiolitici iniziano a funzionare non prima di 15-20 minuti quando l’attacco nella maggioranza dei casi e’ gia scomparso da solo. Soltanto quando l’attacco si protragga per lungo tempo (almeno 45 minuti) e dopo aver attuato le manovre respiratorie appena descritte, allora può essere utile assumere questa tipo di ansiolitici. La principale motivazione per evitare di assumere benzodiazepine durante l’attacco è il rischio di associare l’assunzione del farmaco come spiegazione della risoluzione dell’attacco, che invece si è risolto per i fatti suoi con il rischio di creare una dipendenza psicologica.


3. E’ essenziale inoltre ricordarsi che l’attacco di panico e’ un “falso” allarme e non e’ indicativo di un reale rischio di alcunché. Conoscere la natura di questo disturbo aiuta ad evitare l’innesco della paura di avere qualcosa di fisicamente grave (infarto, ictus, ecc.) capace di amplificare l’attacco di panico.

a cura del Dr. Giampaolo Perna

NEWSLETTER
Iscriviti gratuitamente alla Newsletter per essere sempre aggiornato sul sito
RICERCA
Ricerca un termine all'interno del sito o nel web
DITE    LA    VOSTRA

Dite la vostra

I    PAZIENTI RACCONTANO
ELENCO ARTICOLI :
Ansia, depressione e fobie: cinque...
ANSIA NORMALE E PATOLOGICA
Medici/Psicologi Pazienti/Familiari English Home Page